Protocollo di accoglienza

ESTRATTO DEL PROTOCOLLO D'ACCOGLIENZA
PER ALUNNI CON DSA

Il “Protocollo di Accoglienza” di Istituto fornisce informazioni e linee guida riguardanti l’accoglienza e l’inserimento ottimale degli alunni che presentano Disturbi Specifici di Apprendimento; è rivolto a tutto il personale interno dell’Istituto e costituisce un utile vademecum anche per i genitori di questi alunni. Un obiettivo importante che il nostro Istituto si pone è favorire il successo scolastico di tutti gli alunni e in particolare di coloro che presentano difficoltà di apprendimento o veri e propri disturbi specifici. Nel PTOF è rilevante il progetto di identificazione precoce delle difficoltà di apprendimento: nel Protocollo saranno descritte le pratiche messe in atto dai docenti di tutti gli ordini di scuola per rilevare difficoltà di apprendimento, per mettere in atto attività di recupero e di potenziamento finalizzate a favorirne il superamento, per segnalare ai genitori specifiche difficoltà persistenti da approfondire eventualmente in un contesto clinico diagnostico. L’attenzione dell’Istituto a queste problematiche si manifesta anche quando gli alunni si presentano già con una certificazione di disturbo specifico di apprendimento: l’Istituto ha ricevuto il riconoscimento di Scuola Amica in quanto i docenti della primaria e della secondaria hanno svolto un corso di formazione on line organizzato dall’AID (Associazione Italiana Dislessia). I docenti dell’Istituto a partire dal 2007 hanno seguito corsi di formazione per essere in grado di eseguire attività di osservazione e di screening fin dalla scuola dell’infanzia, con la supervisione di uno psicologo esterno.

Il nostro “Protocollo di Accoglienza” descrive le modalità di accoglienza e di inclusione degli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento per promuovere e sostenere un percorso scolastico positivo. Nel documento sono descritte anche le azioni realizzate dalla Scuola per la rilevazione precoce delle difficoltà di apprendimento e per l’individuazione di alunni a rischio di dsa. Il Protocollo si pone l’obiettivo di individuare regole e indicazioni per promuovere pratiche, condivise da tutto il personale dell’Istituto, finalizzate a garantire il diritto allo studio e  favorire il successo scolastico mediante la didattica personalizzata, riducendo così i disagi formativi, emozionali e relazionali. 

 

Link al quadro normativo qui

I DSA (Disturbi specifici dell’apprendimento) sono caratteristiche  neurobiologiche, che riguardano solo specifiche aree di apprendimento (lettura, scrittura e calcolo) senza compromettere l’intelligenza generale. E’ frequente che questi disturbi siano presenti contemporaneamente nello studente e tendano a persistere nel tempo.

Dislessia

La dislessia ostacola la capacità di rendere automatica la corrispondenza fra segni e suoni (attività di decodifica) in un individuo dotato di una normale intelligenza, senza problemi fisici e psicologici, che ha avuto adeguate opportunità di apprendimento. Le difficoltà specifiche dell’alunno dislessico, sono molteplici, tuttavia si possono ricondurre a due grandi tipologie di compromissioni: nella velocità e nell’accuratezza della lettura

Disgrafia

La disgrafia è un disturbo della scrittura di natura motoria, dovuto a un deficit nei processi di realizzazione grafica (grafia). Essa comporta una grafia poco chiara, irregolare nella forma e nella dimensione, disordinata e difficilmente comprensibile. La disgrafia riguarda dapprima la grafia, non le regole ortografiche e sintattiche, che possono pure essere coinvolte, se non altro come effetto della frequente impossibilità di rilettura e di autocorrezione da parte dello scrivente. Il soggetto disgrafico ha difficoltà nella copia, nella produzione autonoma di figure geometriche e il livello di sviluppo del disegno è spesso inadeguato rispetto all’età.

Disortografia

La disortografia è un disturbo della scrittura dovuto a deficit nei processi di cifratura che compromettono la correttezza delle abilità. Il soggetto disortografico commette errori ortografici significativamente superiori per numero e caratteristiche rispetto a quelli che ci si dovrebbe aspettare, facendo riferimento al suo grado d’istruzione.

Discalculia

Nella discalculia evolutiva si distinguono due profili:

1. deficit nelle componenti di cognizione numerica: subitizing, meccanismi di quantificazione, seriazione, comparazione, strategie di composizione e scomposizione di quantità e strategie di calcolo a mente;

2. deficit relativo alle procedure esecutive e al calcolo: lettura e scrittura dei numeri, incolonnamento, recupero dei fatti numerici e algoritmi del calcolo scritto.

ERRORI VISUO-SPAZIALI

Queste difficoltà riguardano gli aspetti percettivi (es. segno + visto come segno x) e i diversi livelli di organizzazione dei dati implicati soprattutto nella scrittura di un’operazione (es. “31” letto “tredici”, errato incolonnamento, difficoltà nel seguire la direzione procedurale).

(da Barbera F., Con-pensare i DSA. Guida per gli insegnanti. Coop. Libraria Editrice Università di Padova, 2013).

Cosa consegnare/cosa chiedere:

• Modulo d’iscrizione con apposito rinvio alla documentazione allegata.

• Certificazione redatta dall’Asl, oppure da un ente accreditato o da un singolo professionista riconosciuto idoneo al fine della valutazione diagnostica per la scuola.

Il Dirigente e il referente DSA provvedono ad informare il coordinatore della classe della presenza dell’alunno ed effettuano un colloquio con i genitori ed eventualmente con l’allievo, se possibile, per dare alle famiglie informazioni sulle figure di riferimento, sulle modalità didattiche presenti nella scuola e sul Piano Didattico Personalizzato, per raccogliere informazioni sulla storia personale e scolastica dell’alunno utili al suo buon inserimento nella vita scolastica e infine per ricevere eventuale consenso a parlare con i docenti e/o gli specialisti che hanno avuto o hanno in carico l’alunno.

I principali obiettivi del colloquio con l’allievo (laddove questo si ritenga opportuno): – rilevare il livello di autostima e rilevare la sua disponibilità ad utilizzare gli strumenti compensativi. 

Il PDP, Piano Didattico Personalizzato, è lo strumento che riporta il progetto educativo dedicato allo studente che ha difficoltà di apprendimento, formalizzando in particolare le strategie didattiche, gli strumenti compensativi e eventuali misure dispensative che possono essere utili al raggiungimento del successo formativo dell’alunno e definendo il rapporto tra la scuola, i genitori e le figure che seguono lo studente nelle attività di abilitazione e potenziamento. 

Durante il primo consiglio di classe (ottobre) il coordinatore presenterà ai colleghi la specificità dell’alunno/degli alunni con DSA (sulla base della certificazione diagnostica). Dopo un periodo di adeguata osservazione il CdC predispone il piano didattico entro tre mesi dall’inizio della scuola; se la presentazione della certificazione avviene in corso d’anno, il PDP (piano didattico personalizzato) sarà elaborato nel Consiglio di classe successivo.

Il PDP è redatto collegialmente dai docenti del Consiglio di classe e in fase di elaborazione del PDP i docenti e/o il coordinatore potranno incontrare i genitori degli alunni e l’ente o lo specialista che ha in carico l’alunno per condividere le modalità di intervento più opportune.

Redatto il pdp, il coordinatore di classe convoca i genitori dello studente per illustrare la proposta, se non ci sono modifiche da apportare sulla base di eventuali suggerimenti dei genitori stessi e/o degli specialisti, il documento viene firmato per accettazione .

Copia del PDP è consegnato ai genitori che ne facciano richiesta in segreteria.

Il pdp è un documento operativo la cui utilità verificata nel corso dell’attività didattica e può essere modificato ogni qual volta il consiglio di classe in accordo con la famiglia lo ritenga utile.

Cosa succede se i genitori si rifiutano di firmare il PDP? La scuola può decidere di non adottare le misure dispensative e gli strumenti compensativi previsti dalla Legge. Tuttavia il fatto che i genitori non condividano la stesura del PDP non esime gli insegnanti dal farsi carico delle difficoltà dell’alunno dal mettere in atto comunque un percorso personalizzato e non formalizzato che rientra in una normale azione didattica e non richiede l’acquisizione dell’ufficiale autorizzazione da parte della famiglia.

Qui il modello di PDP 

Per strumenti compensativi si intende qualsiasi prodotto, attrezzatura o sistema tecnologico, in grado di bilanciare l’eventuale ricaduta del disturbo sulla vita scolastica, riducendone gli effetti negativi. All’interno del concetto di strumenti compensativi si distinguono:

a) le strategie compensative che rappresentano l’insieme di procedimenti, espedienti, stili di lavoro o di apprendimento che possono ridurre, se non superare, gli eventuali “limiti” del disturbo;

b) le tecnologie compensative per i DSA rappresentate dal computer e dai sistemi di registrazione-riproduzione della voce. Qui il link alla pagina dedicata agli strumenti compensativi informatici

Gli strumenti compensativi devono essere personalizzati nel loro uso affinché ogni studente possa servirsene in base alle sue necessità (Barbera F., Con-pensare i DSA. Guida per gli insegnanti. Coop. Libraria Editrice Università di Padova, 2013).

Per misure dispensative si intende, invece, la possibilità di sollevare l’alunno dallo svolgere prestazioni didattiche che potrebbero essere difficoltose, ad esempio: leggere ad alta voce, ricordare a memoria tabelline e formule, calcolare a mente, etc. Esse hanno lo scopo di evitare che il disturbo possa comportare un generale insuccesso scolastico con ricadute personali, anche gravi in termini di motivazione allo studio e autostima.

Per favorire l’acquisizione di un metodo di studio sempre più autonomo, è bene calibrare le misure dispensative sulla base dell’effettiva necessità degli alunni, offrendo piuttosto, in tutti i casi possibili, strategie compensative.